Ancora incerto il futuro dell’assessore, ma alla fine la questione si riduce a “o lui o tutti a casa”: a chi conviene? Alcuni suoi difensori lo indicano come quello che ha scongiurato proteste del mondo agricolo
di Angelomauro Calza
Il fatto che fino a stanotte nulla sia trapelato sull’esito dell’incontro romano del Presidente Bardi con gli esponenti di Fratelli d’Italia, lascia intendere che nulla sia accaduto di particolarmente degno di nota. In soldoni: Lollobrigida & C. hanno probabilmente ribadito a Bardi che Cicala non si tocca. O ci sbagliamo?

Francesco Lollobrigida
O probabilmente hanno suggerito o proposto altre soluzioni di cui ancora non siamo a conoscenza (ci sovviene provocatoriamente e metaforicamente una famosa pubblicità degli anni ’80 con Paolo Ferrari che proponeva a una massaia di scambiare il suo fustino di detersivo preferito con altri due che le consigliava lui e la massaia rifiutava) e che potrebbero essere svelate e discusse all’interno della riunione delle Commissioni di questa mattina? Di sicuro la questione non è chiusa, anzi, ancor peggio: non è chiara. Riassumiamo allora il ventaglio di possibilità ad oggi ancora sul banco: la prima era e resta la più indolore, ed è la semplice sostituzione dell’assessore Cicala con un altro esponente di Fratelli d’Italia. Avevamo lanciato il nome di Alessandro Galella, secondo indiscrezioni di chi avrebbe sentito lo sfogo in questo senso da parte del Presidente. Lasciamo ancora aperta l’ipotesi, ma ormai ci crediamo poco. La seconda è che Bardi, per nobilitare la fuoriuscita di Cicala apre una crisi-lampo ritirando tutte le deleghe salvo riassegnarle agli stessi assessori tranne che a Cicala. La terza dimostrando a chi gli ha chiesto di agire nei confronti di Fratelli d’Italia tirando fuori gli attributi, di compiere un atto di coraggio risolutivo della situazione, dicendo chiaro a Fd’I che o si procede con un cambio all’Agricoltura o si va tutti a casa minacciando seriamente elezioni anticipate. Queste le possibili alternative dopo la riunione di maggioranza di venerdì, soluzioni possibili che hanno trovato concordi tutte le forze di maggioranza tranne ovviamente Fratelli d’Italia.

Pasquale Pepe
Solidarietà a Bardi da parte di tutti, compreso Pasquale Pepe che ha dichiarato e ribadito comunque vada fiducia e sostegno al Presidente e alla maggioranza salvo rivedere atteggiamenti e rapporti con Fratelli d’Italia in caso della mancata sostituzione di Cicala. A queste tre ipotesi che vedono sempre far ricadere su Bardi la responsabilità di trovare una soluzione, perché non suggerirne una quarta che veda più attori? Potrebbero essere i tre assessori di Italia Viva, Lega e Forza Italia a forzare il gioco riconsegnando loro stessi, con un atto di coraggio e tirando fuori gli attributi, le deleghe nelle mani del Presidente. A quel punto sarebbe tutto più semplice per Bardi che di fronte all’evidenza non potrebbe che far cadere tutta la giunta per poi ricostituirla e invitare Fratelli d’Italia a dare i nuovi nominativi dei suoi rappresentanti nell’Esecutivo. E però, volendo fare il guastatore, mi chiedo: e se Fratelli d’Italia, visto che sino ad oggi difeso Cicala, gli ridà il suo nome?

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi
Che succede? E se invitati a cambiarlo i dirigenti del partito insistono? È possibile, no? Dopotutto non lo avrebbero difeso fino ad ora se non credessero in lui e non avessero deciso di appoggiarlo fino in fondo. Eggià, perché sostanzialmente il Presidente della Regione ha chiesto ai partiti di indicargli i nomi dei loro rappresentanti in Giunta in virtù di accordi di alleanza, quindi alla fine chi decide di assegnare o revocare una delega è il partito stesso, non tanto il Presidente, pena possibili conseguenze sugli accordi di maggioranza e sulla tenuta di una maggioranza. Non è un sindaco di un paesino che i suoi assessori li nomina e li revoca lui. A Roma sono convinti che il voto contrario di Cicala (forse anche concordato?) sia stato un voto a garanzia delle categorie del mondo agricolo che veniva penalizzato da alcuni tagli importanti, e non che abbia votato per aprire contenziosi politici interni alla maggioranza. C’è chi tra i difensori di Cicala arriva a sostenere che è grazie al suo voto contrario che non ci si è ritrovati con migliaia di agricoltori e allevatori con forche e trattori che magariscaricavano letame sotto la sede del Palazzo del Governo regionale a via Verrastro. Insomma, alla fine, l’impressione è che sarà Fratelli d’Italia a decidere il futuro di questa Giunta e che tutta la questione potrebbe anche smorzarsi e chiudersi in maniera formale con un chiarimento tra Cicala e i suoi colleghi, dopotutto ci sta un bilancio da approvare, sì, ma gli assessori in Consiglio non votano, e Bardi ha già incassato il parere favorevole al documento contabile da parte del Capogruppo del partito. Come dire che la maggioranza in Giunta per il momento non è compatta, ma in Consiglio sì e il bilancio sarebbe salvo. Magari di crisi se ne riparla subito dopo l’approvazione, ma allora in gioco ci saranno altre questioni, altri temi e altre situazioni con un occhio alle Politiche del prossimo anno.

