Il segretario degli Azzurri potrebbe lasciare, ma solo se a succedergli fosse Marina Berlusconi. Dopo il record di durata del Governo ed essere stata la prima donna Presidente del Consiglio ora la Giorgia nazionale pensa al dopo Mattarella: vuole essere la prima donna Capo della Repubblica?

di Angelomauro Calza

 

La nuova legge elettorale è stata approvata. C’è tempo ora. L’eventuale, annunciato ricorso alla Corte Costituzionale richiederà tempo, e di sicuro il possibile “stop”, se arriverà, arriverà tra qualche mese. Si voterà almeno una volta con il nuovo sistema.

Giorgia Meloni (ph. da Facebook)

Ma come? Il pronunciamento del Giudice delle leggi non arriverà prima del novembre 2027? Può essere? Beh, il fatto è che può anche arrivare prima di allora, ma di sicuro non arriverà entro aprile 2027. Hanno voglia a dire la Meloni e Salvini che si voterà a scadenza naturale! Non accadrà. Quasi certamente. Verosimilmente a giugno del prossimo anno, forse un po’ prima, si terranno le elezioni amministrative che vedranno coinvolti anche i Comuni più popolosi, quelli dove il risultato del voto può incidere a livello nazionale: Roma, Milano, Napoli, Palermo, Bologna, Torino. Ma anche Verona, Messina, Padova, Parma. Tutte città che non danno certezze di vittoria al centrodestra, e una defaillance a giugno sarebbe difficile da recuperare a livello nazionale in cinque mesi. Meglio dunque anticipare il voto parlamentare.

Roberto Occhiuto (ph dalla sua pagina ufficiale FB)

Evvabbè, allora vivremo un election day? È possibile? Ma manco per sogno! il rischio è uguale: se un sindaco di centrosinistra tira e attrae nella sua città il voto, il risultato si replicherebbe anche alla Camera e al Senato, la storia e l’esperienza insegnano questo, che quando si votano più schede di solito si votano uguale. Ecco allora che la soluzione ideale è votare al Parlamento dopo il 15 aprile, a metà primavera, con maggiori certezze di risultato e soprattutto per invertire la tendenza: una vittoria potrebbe far replicare il risultato a livello amministrativo (e comunque il diritto a pensione per chi è al primo mandato parlamentare sarebbe acquisito).

Antonio Tajani (ph. da Facebook)

Del resto se al di là delle dichiarazioni di intenti ci fosse la reale volontà di votare a novembre 2027 non registreremmo un palpabile fermento legato alla sostanzialmente già iniziata corsa alle candidature. È in questa chiave che va in parte letta anche l’effervescenza interna a Forza Italia, che da stasera si riunisce a Milano per una tre-giorni all’insegna dell’Ottimismo della volontà organizzata dalla Capogruppo al Senato degli azzurri, Stefania Craxi, che arriva a quindici giorni dalla presentazione del libro di Roberto Occhiuto a Roma, assente – come abbiamo già riferito – Antonio Tajani e tutti i suoi, che invece a Milano ci saranno. È dichiarato l’intento dell’esponente calabrese, sostenuto da Marina Berlusconi, di mirare alla Segreteria del partito in luogo di Tajani, e qualche attrito tra i due ricomposto grazie alla mediazione di Gianni Letta è stato riportato dalle ultime cronache politiche. Voci riferiscono che Tajani non sarebbe pregiudizialmente contrario a cedere il passo, ma non a Occhiuto, bensì alla stessa Marina Berlusconi, alla quale non potrebbe dire di no per tradizione di fedeltà al padre e alla famiglia.

Marina Berlusconi (ph dalla sua pagna ufficiale FB)

A lei sì, ma non ad altri sostenuti da lei. In soldoni, Tajani sosterrebbe la tesi che se qualcuno vuol strappargli di mano le redini di Forza Italia deve avere il coraggio di assumersi le responsabilità in prima persona e non per il tramite di un soggetto non autonomo nella guida del partito.

Paolo Barelli (ph. da Facebook)

Di certo c’è che il Sottosegretario Paolo Barelli, consuocero di Antonio Tajani, sarebbe pronto a traslocare in Futuro Nazionale nel caso Occhiuto riuscisse nel suo intento, e con lui e come lui altri parlamentari che secondo le voci sarebbero in attesa degli eventi: Forza Italia finirebbe in caduta libera. Poco credibile la voce che Marina Berlusconi avrebbe accantonato l’idea di creare un quanto più possibile vasto movimento per portare al Quirinale Pierferdinando Casini preferendogli proprio Antonio Tajani: si tratterebbe solo di voci messe in giro ad arte nel tentativo di contrastare quello che appare il movimento ben più serio e credibile per far salire al Colle Giorgia Meloni che non avrebbe fatto mistero di voler essere la prima donna Presidente degli italiani dopo essere stata la prima donna Presidente del Consiglio e il Capo di Governo più longevo.

Pierfefrdinando Casini (ph. da Facebook)

Gianuario Aliandro (ph. da Facebook)

È vero che mancano tre anni alla scadenza della Presidenza Mattarella e tutto può accadere, ma al momento la sfida più credibile è quella tra la Meloni e Casini. Intanto restano da verificare in Basilicata le voci che circolano alla Milanese, proprio dirimpetto al Palazzo della Regione, luogo collettore di pettegolezzi e indiscrezioni politiche, dove orecchie aguzze tra un cornetto e un caffè hanno captato notizie secondo cui ci sarebbero già state interlocuzioni tra il Consigliere regionale di Forza Italia Nario Aliandro e Roberto Occhiuto. Come chiedersi: se rispondessero a verità si potrebbe ipotizzare un embrione di movimentismo legato alle future candidature nazionali e ai conseguenti riposizionamenti in Regione?

 

© copyright www.angeloma.it – è consentita la riproduzione anche parziale a scopo di critica, confronto e ricerca purché con citazione