Tra i partiti che avrebbero dovuto dar vita alla coalizione “anti-Guarente” non c’è più lo stimolo a stare insieme? Di certo non si riescono più a trovare le ragioni di un matrimonio che non sia basato solo sugli amplessi focosi dell’inizio del rapporto. Così, anche se vincesse al ballottaggio, è chiaro che l’unione è già fallimentare sin dal primo giorno che ci si è incontrati.

di Angelomauro Calza

La Sede del Municipio a Potenza

Ogni alleanza viene sacramentata da un vincolo duraturo, eterno, se possibile, ma spesso (quasi sempre) ci si accontenta anche di farlo durare il più possibile: l’amore è eterno finchè dura, titolava realisticamente un celebre film di Carlo Verdone. Per rappresentare invece le dinamiche dei tentativi di unione del centrosinistra in chiave elezioni comunali di Potenza, dopo l’esperienza delle Regionali, utilizziamo un altro film come metafora, Viaggi di nozze, sempre di Carlo Verdone. Oh, che per parlare di certe cose ci vogliono i comici, non vogliamo e non possiamo scomodare Guerra e pace di Tolstoj o Il dottor Zivago di Pasternak: troppo onore! E così cerchiamo di raccontarvi cosa sta accadendo o è già accaduto parafrasando un episodio del film, i nomi dei protagonisti adattateli voi, a piacimento, agli attori contemporanei della politica di centrosinistra del capoluogo. Ivano, coatto arricchito di famiglia, sposa Jessica, uguale uguale a lui. I due fanno il viaggio di nozze tra alberghi e discoteche, dove consumano continui rapporti sessuali nelle più svariate situazioni, spesso al limite: parola d’ordine è “O famo strano?”. Ma al primo amplesso fallito entrano in crisi e cercano di rimediare creando situazioni strane per ravvivare le loro ragioni dello stare insieme. Allora fingono di essere due sconosciuti che si incontrano per caso una sera al ristorante dove praticano un gioco di seduzione, ma il tentativo fallisce: davvero non provano più attrazione l’uno per l’altra? Non può essere. Allora ci riprovano e vanno in discoteca con una coppia di amici. Lì Ivano corteggia una spogliarellista. Jessica si ingelosisce e manda a monte la serata. Tornano sconsolati a casa: si rassegnano all’idea che non riescono a trovare più niente di originale nel loro rapporto: tutto, anche le cose più trasgressive, sono state già viste e fatte: non resta che lasciarsi o vivere la noia della vita di coppia di tanti.  Mò, direte, “eccheccentra col centrosinistra”? Niente. Mi veniva il paragone.

Mario Guarente (ph. Luisa Calza)

Il sindaco di Potenza Mario Guarente (ph. Luisa Calza)

Di sicuro all’immagine di Mario Guarente sposo perfetto già pronto per il suo secondo viaggio di nozze, quello che ha organizzato e gli alleati di centrodestra gli hanno organizzato per festeggiare l’inizio dei secondi cinque anni da sindaco (guardate che foto stilosa!!!) fa da contraltare un centrosinistra che invece di pensare a un matrimonio duraturo si è mosso sin dalle regionali al grido di “O’ famo strano?” per poi mandare a monte le nozze nate solo per una sorta di piacere sessuale e ripiombare nella quotidianità e nella noia più assoluta e anonima della mancanza di proposte e progetti credibili e condivisi. E così prepariamoci all’ennesimo “BIS”. Come? Quello di Guarente? No, no, quello è cosa da poco. Il vero “BIS”, quello che nasce da una mancanza di ravvedimenti vari delle parti in causa, potrebbe avere il nome di “sconfitta”: quella del centrosinistra. E non ci sono ballottaggi che tengano: il progetto è comunque già fallito, anche in caso di secondo turno vittorioso. Vuoi vedere che dobbiamo ricorrere al terzo film sempre comico, sempre di Verdone? Quel “Maledetto il giorno che ti ho incontrato”?

 

 

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