Se qualcosa doveva davvero accadere sarebbe già successa. Il Problema è una attenta e puntuale programmazione delle riforme che ancora manca. Vuoi vedere che Cicala era solo un alibi?

di Angelomauro Calza

 

“Che sarà, che sarà, che sarà-a-a, che sarà di questa Giunta chi lo sa-a-a. Si può far tutto o forse niente da domani si vedrà, che sarà? Sarà quel che sarà”. Pure i Ricchi e poveri l’hanno capito: nulla accadrà per ora alla Regione Basilicata. Si va avanti, si prosegue, nessuna scossa, nessun “bardisisma”, nemmeno anagrammando il neologismo.

L'aula del Consiglio regionale di Basilicata

L’aula del Consiglio regionale di Basilicata

Quasi certamente manco martedì prossimo, il 12 maggio, in Consiglio regionale per la parte riguardante la richiesta dell’opposizione di discutere del caso Cicala con il chiaro intento di chiedere conto a Bardi della gestione post voto contrario al bilancio dell’assessore all’agricoltura e, ancora prima, della sua posizione contraria al provvedimento legislativo sull’indennità differita. Se qualcosa andava fatto, se qualcosa doveva esser fatto, se si doveva procedere con un’azione forte, dimostrativa, sarebbe già accaduto, ma non è successo nulla. E anche le dure prese di posizione di altri assessori e consiglieri immediatamente successive al “fattaccio”, reiterate nei giorni successivi e durante e immediatamente dopo il Consiglio regionale che ha approvato il documento contabile sono rimaste là da dove erano partite. Nessun passo in avanti né da parte di chi chiedeva a gran voce e veementemente l’estromissione di Cicala dalla Giunta, né da parte del Presidente Bardi che pure era irritatissimo dal comportamento dell’assessore. Nulla. E allora, ci chiediamo, se davvero qualcosa doveva accadere, perché non è ancora accaduta?

Carmine Cicala

Probabilmente perché nulla doveva accadere e nulla accadrà. Non si vuol fare nulla, alla fine, tanto da portarci a pensare che il Consiglio regionale straordinario che è stato richiesto e che le minoranze continuano a sostenere sul caso Cicala, fissato per martedì, potrebbe pure essere fatto saltare proprio dalla maggioranza, anche se quale che sia l’esito finale possibile della discussione farebbe reputare opportuno tenere il Consiglio comunque, almeno per chiarezza dei fatti e delle posizioni, per capire chi gioca e chi invece bluffa. Ma chi glielo fa fare alla maggioranza di riaprire ferite che stanno rimarginandosi sia pure con qualche piccola macchia di pousse?

Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi

La realtà è che forse avevamo e abbiamo visto giusto quando abbiamo ipotizzato che il vero tema sul tavolo sono le azioni e le riforme che ancora non partono ( leggi qua). Di fatto la situazione è tale da lasciar pensare ragionevolmente che le lancette dell’orologio dell’azione politica regionale per Giunta e Consiglio non segnano più immediatezza nell’azione, ma si spostano in avanti fino alla fine dell’anno: il problema, il vulnus, allora non è Cicala, lo avevamo scritto, è forse qualcosa che non vede coinvolto solo lui. Potrebbe essere un’azione incisiva e programmata che contenga efficacia e di efficienza, riforme vere e non solo sbandierate e propagandate? Riforme che se non partono potrebbero comportare non solo una revisione complessiva dell’assetto in Regione, un rimpasto o mini rimpasto che sia, ma che potrebbero portare ad una crisi causata dal venir meno della coesione dell’attuale maggioranza? Del resto da dicembre alle Politiche sono pochi mesi, c’è chi potrebbe trarre vantaggio da una azione di forza e chi invece potrebbe decretare la débâcle dell’attuale maggioranza alla Regione. Vabbè… poi resterebbe da verificare eventualmente la reale forza di chi la contrasta, ma questo è un altro discorso. Intanto i Ricchi e poveri attaccano con un altro loro successo: “Che confusione” e non è perché si ama.

 

© copyright www.angeloma.it – è consentita la riproduzione anche parziale a scopo di critica, confronto e ricerca purché con citazione