Situazione in stand by critico, ma l’opposizione dopo un incontro con il primo cittadino chiede garanzie politiche. Altro vulnus imprescindibile: il sindaco non ha chiarito la posizione di chi ha scelto Vannacci.
di Angelomauro Calza
L’ultima notizia riguardo le vicende del Consiglio comunale di Matera riguardano l’incontro che i capigruppo delle forze di minoranza hanno avuto con il sindaco Antonio Nicoletti su suo invito, in vista della seduta del Consiglio comunale straordinario convocata per lunedì 21 settembre. Le opposizioni tengono a far sapere che la decisione di partecipare all’incontro è stata assunta “per una ragione di garbo e responsabilità istituzionale, ritenendo corretto ascoltare le valutazioni e le proposte che il Sindaco aveva manifestato l’intenzione di sottoporre alle opposizioni”.

Il Consiglio comunale di Matera (ph. Sassilive.it)
Nel corso dell’incontro il Sindaco ha affermato di ritenere esistente la maggioranza che sostiene l’Amministrazione comunale, manifestando tuttavia l’intenzione di allargarne il perimetro con l’obiettivo di conferirle maggiore stabilità e per questo ha illustrato alcuni punti programmatici che, nelle sue intenzioni, potrebbero rappresentare la base per un possibile allargamento della maggioranza. Sempre le opposizioni fanno sapere che “rispetto agli assetti istituzionali e di governo, il Sindaco ha prospettato il sostanziale mantenimento dell’attuale impianto dell’Amministrazione, ferma restando la possibilità di un rimpasto della Giunta che tenga conto dei nuovi equilibri politici, manifestando inoltre un’apertura sulla questione della Presidenza del Consiglio comunale”. I capigruppo di minoranza “hanno ascoltato le proposte del Sindaco senza assumere alcun impegno, riservandosi naturalmente di riferire ai rispettivi gruppi consiliari e di compiere le conseguenti valutazioni politiche”. Delusione per il fatto che non sono state affrontate le questioni relative alla collocazione dei consiglieri che hanno aderito a Futuro Nazionale “vicende che hanno contribuito ad aprire il dibattito sulla situazione politica dell’Amministrazione e che sono state tra le ragioni della richiesta, avanzata unitariamente dai sedici consiglieri di opposizione, di convocare il Consiglio comunale straordinario”. Se questo è lo stato dell’arte al momento, non si può non riflettere ad alta voce su alcuni prevedibili sviluppi. Partiamo da un errore di fondo da parte di Nicoletti: il pensare – forse su suggerimenti e sostegni esterni – di essere autosufficiente pur non avendo la maggioranza e costruendola ciclicamente a colpi di impegni. In realtà non si rende forse conto che è proprio questo il randello che lo ha demolito. Gli accordi con i singoli non possono reggere a lungo, non è mai accaduto, e soprattutto oggi, nell’attuale fase politica molto dinamica e con bradisismi continui, dopo un po’ basta un minimo di fluttuazione politica anche nazionale per stravolgere tutto. E’ fin troppo evidente che così facendo Nicoletti non avrebbe mai potuto avere i numerii per eleggere il Presidente del Consiglio, e così dobbiamo purtroppo registrare. Seconda questione. Nicoletti ha sempre avuto una maggioranza risicata non solo nei numeri: è sempre stata molto, ma molto fragile sul piano della solidità politica. Oggi inizia a muoversi, ma basta un solo mattone fuori posto a far crollare tutta la struttura.

Roberto Cifarelli (ph. Sassilive.it)
Ma cosa può accadere, allora? Due sono le possibilità: o va al voto prematuramente (ma poi il centrodestra decide di essere sconfitto senza manco giocare la partita con Nicoletti scompare nell’oblio?) oppure Nicoletti si dà un pizzico sulla pancia, si dà una scossa che lo svegli e lancia un appello alle forze di minoranza più in armonia, alle quali si può legare con un patto di programma e non politico, e decide di aprire ad Azione e a Cifarelli. Non dimentichiamo che il Roberto materano ha una sua forza, è fuoriuscito dal PD, ha un gruppo, è colui il quale ha vinto insieme alla coalizione il primo tempo della partita elettorale e ha perso nel secondo tempo, nello scontro diretto con il sindaco, vero, ma è partito con una maggioranza in Consiglio, poi una parte è stata risucchiata. A questo punto Nicoletti stringe un patto programmatico con un buon numero di Consiglieri tra quelli che hanno tra loro un’armonia politica e personale e anche di preparazione. Dopotutto sia tra i consiglieri vicini a CIfarelli, sia tra quelli di Azione non manca chi ha da esprimere qualità oltre che politiche anche amministrative. A questo punto, con una siffatta coalizione, può rafforzare un patto con la città che si basi su poche cose, ma buone, che guardino lontano e non servano a vivere alla giornata. Così potrebbe non pensare a ricandidare sè stesso, ma almeno traghettare la parte finale della legislatura. In buona sostanza, se continua a sbagliare pensando che a tutti i costi deve recuperare il singolo, l’individualità, continua a perseverare nel fare queste cose, se ci sono intoccabili o se Vannacci deve far parte della maggioranza allora appare chiaro come possa saltare tutto, perché di sicuro né CIfarelli, né Azione ci starebbero. Ora la minoranza aspetta. Non è una semplice apertura, o che si stia mendicando un posto al sole. E continua a sbagliare se e quando pensa che recuperando chi è più solleticato dall’idea di fare l’assessore o il presidente del consiglio pensa di potersi sganciare: politicamente sarebbe comunque finito: Nicoletti, può durare altri sei mesi sul piano amministrativo, ma non è la gestione che può interessare l’opposizione. Ultimo a non assolutamente trascurabile elemento: il sindaco comunque persevera nel non chiarie la posizione di chi sta con Vannacci. Continua a dire che il perimetro è quello e da quello si parte salvo poi modificare e aggiustare. Se questo è, di sicuro né Azione né Cifarelli entreranno nella maggioranza a sostegno di Nicoletti, salvo iniziative individuali e non di partito o di gruppo, che potrebbero portare alla estromissione dalle diverse formazioni politiche di chi dovesse accettare la mela tentatrice di Nicoletti.

