Uno scatto di Michele Luongo, una foto non trattata, in bianco e nero. Via Pretoria, gente a passeggio, una ragazza indefinita a rubare il primo piano della scena. Momenti per sempre.

di Angelomauro Calza

Foto di Michele Luongo

“Corri! Il tuo uomo ti aspetta, corri!” Uno scatto è un attimo e in quell’attimo tu sei riuscita ad entrare senza bussare, trovando posto, quasi sospesa da terra. Tu, indefinita e indefinibile, padrona di una grazia e leggerezza che solo l’imprevedibile e la sorpresa possono generare. E solo questa maledetta macchina, messa lì per terra, davanti la Trinità, poteva farci questa incantevole sorpresa: riuscire a catturarlo, quell’attimo. Renderlo “per sempre” o almeno “finchè vorremo”. C’è gente, in via Pretoria. Gente che cammina, si muove, discute, agita braccia e mani, muove la testa. Ciascuno ha un suo ritmo nel camminare. E tu che a passo svelto nella foto ti rendi invisibile ai loro sguardi e li rendi immobili: nessuno è più veloce di te, nessuno ha più di te la fretta dell’incontro che avverrà. E sarà lì, una volta giunta, che non vorresti correre più e fermare il tempo. Per tutto il tempo che vorrai. Per tutte le carezze che riceverai. Per tutti i baci che darai. E Michele, autore inconscio di questo momento preludio di eternità, resta qui, occhi persi davanti allo scatto, e ripensa a chi, in quel portone sullo sfondo, una volta è entrata senza sapere che la sua eternità sarebbe stata un’altra cosa. E io gli faccio compagnia.

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