La diserzione dalle urne la vera forza di Vannacci in Calabria. Cosa accadrà alle Politiche? Possibili nuove adesioni di transfughi da partiti del centrodestra. Neanche Forza Italia immune dal fenomeno. Occhiuto vuole la segreteria?

di Angelomauro Calza

Per il generale Vannacci doveva essere la Sassonia italiana, ma per certi versi si è rivelata una sassata. Sbaglia chi pensa di poter proiettare su scala nazionale e in senso assoluto quel 10,94% ottenuto da Futuro Nazionale alle suppletive per la Camera a Reggio Calabria. E’ un risultato legato al dato del 22,34% di votanti. Se guardiamo i numeri puri, i votanti sono stati 77mila e rotti a fronte di 345mila aventi diritto e i voti assegnati a FN sono stati 8.226. Evidente la disaffezione al voto, ma chi aveva intenzione di votare per Futuro Nazionale alle urne ci è andato, ci sono andati quasi tutti, difficile pensare che qualcuno abbia disertato, il test era di quelli considerati importanti e il “serrate le righe!” era imperativo, un ordine, un obbligo. Questo a dire che è realistico pensare che se pure avessero partecipato al voto tutti e 345.000 aventi diritto il numero delle preferenze per Futuro Nazionale non si sarebbe discostato di molto da quello fatto registrare: intorno alle 10.000 preferenze più o meno? Qualcosa in più? E sia. Questo a dire che democraticamente va accettato il risultato del quasi 11 per cento, è indiscutibile, ma la forza reale del generale Vannacci a Reggio Calabria è percentualmente di molto inferiore e fors’anche insufficiente per parlare di successo senza tener conto di questo dato e senza ammettere che la sua vera forza è stata e può essere ancora l’astensionismo. E lui lo sa bene e gongola al cospetto dell’attuale situazione politica a destra e a sinistra.

Roberto Occhiuto (ph dalla sua pagina ufficiale FB)

Diciamo che ha saputo approfittare dell’allontanamento dal voto di chi dai partiti storici è deluso e non ha interesse a votarli, quali che siano. Intanto però diamo atto che ufficialmente FN ha ottenuto quasi l’11 per cento e che di fenomeno si può parlare, visto che si registrano continue adesioni con fuoriuscite anche eccellenti dai partiti di centrodestra per vari motivi, ma tutti a cercare un posto al sole con la nuova forza politica che deve però affrontare banchi di prova ben più importanti per potersi proporre come una vera alternativa. Le ultime indiscrezioni parlano anche di esponenti di Forza Italia che potrebbero compiere il salto se l’esito della fase di fermento interna non dovesse soddisfarli. Sì, c’è fermento in Forza Italia e l’altra sera, alla presentazione del libro di Roberto Occhiuto “Il coraggio di governare” non c’era Antonio Tajani e non c’era nessuno dei suoi. La cosa non è passata inosservata, e subito i riferimenti sono andati alla scorsa primavera. Che all’epoca Marina Berlusconi avesse iniziato a mettere mano alla gestione del partito fondato dal padre è evidente, come dimostrato dal cambio Maurizio Gasparri – Stefania Craxi a Capogruppo di Forza Italia al Senato. E non può e non ha potuto non destare attenzioni e interrogativi subito dopo Pasqua la chiamata ad Arcore di Antonio Tajani con il quale Marina Berlusconi si intrattenne a colloquio per quasi quattro ore, presente anche Gianni Letta.

Marina Berlusconi (ph dalla sua pagina ufficiale FN)

Parrebbe che in quella occasione a Tajani sia stata illustrata la nuova linea politica gradita ai Berlusconi, linea ispirata, a ben vedere, da quella del PD della Schlein: occuparsi prevalentemente dei diritti sociali e della persona, fatto questo che presuppone necessariamente uno svecchiamento della classe dirigente forzista. E se svecchiamento doveva essere, di certo Tajani non poteva continuare a guidare Forza Italia, nonostante dopo la scomparsa di Berlusconi abbia tenuto e gestito anche bene il partito se consideriamo che è addirittura cresciuto fino al 9-10 per cento.

Antonio Tajani intervistato da Angelomà (ph. Luisa Calza)

Gira voce sia sceso in campo Gianni Letta, il mediatore per eccellenza, a svolgere il ruolo di una sorta di garante dei rapporti tra Marina Berlusconi e Antonio Tajani, con la prima che pareva aver ridimensionato il suo progetto che dicono essere stato arrestato quando era in una fase avanzata. In qualche modo all’epoca Marina ha voluto o dovuto stoppare la sua azione rinnovatrice che pare prevedesse Roberto Occhiuto al posto di Tajani. Chi spettegola afferma che era tutto già pronto e si stava organizzando una convention per lanciare il nuovo soggetto, tanto che Occhiuto si era spostato con i suoi collaboratori a Roma. Poi più niente. E’ così trascorsa l’estate con le voci che davano e danno Piersilvio Berlusconi più impegnato nell’azienda, dedicandosi anima e cuore al progetto Media For Europe e meno interessato alla politica e a Forza Italia, e Marina più politicamente passionale che si prende cura delle sorti del partito fondato dal padre, è arrivato l’autunno con l’uscita pubblica della presentazione del libro di Occhiuto: un ritorno prepotente alle cronache politiche legate a Forza Italia e alla possibilità che lui succeda a Tajani. Se questo dovesse accadere, vista la sua posizione di sicuro non intransigente nei confronti della sinistra della Schlein, di cui condivide come Marina alcune politiche sociali, il pericolo estremo è che si arrivi ad una spaccatura di Forza Italia, con alcuni esponenti che non hanno fatto mistero della loro intenzione di aderire al partito di Vannacci qualora dovesse accadere. Attenzione: verso Vannacci e non verso Meloni. Perché? Domani i particolari del dibattito attuale interno agli Azzurri con le possibili ripercussioni anche sulla situazione in Basilicata soprattutto in chiave candidature alle Politiche.

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