Con un vocale Pittella richiama la Giunta sulla sanità? Intanto Chiorazzo opera da mediatore per ricomporre il centrosinistra, ma dopo le sue dichiarazioni al Quotidiano Manca e Giordano tacciono.
di Angelomauro Calza
Maledetti/benedetti social, gioie e dolori dei tempi che viviamo, comodità a volte scomode per la gente comune, figuriamoci per chi pratica quotidianamente la politica. E così ancora una volta l’indiscrezione arriva da Whatsapp. Essì, perché pare che proprio un messaggino pervenuto durante la riunione di maggioranza di ieri abbia creato imbarazzo.
Non se ne conoscono i contenuti nei particolari, ma pare che alla riunione Marcello Pittella, assente per motivi istituzionali, abbia inviato un messaggio in cui ha assunto una posizione molto critica riguardo alcune questioni che hanno a che fare con la sanità. Sicuramente ne sapremo di più nei prossimi giorni, fors’anche nelle prossime ore, ma la sensazione è che se la notizia risponde a verità, ci troveremmo di fronte all’ennesimo richiamo del Presidente del Consiglio a Bardi e alla Giunta a cambiare rotta, un segnale politico che potrebbe assumere le sembianze di una di possibilità di disimpegno dalla maggioranza.

Il Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, con il Presidente del Consiglio regionale Marcello Pittella
Sarà così? O in giro si raccontano fesserie? Tutto può essere, ma di sicuro l’ambiente della coalizione di centrodestra non vive momenti di serenità, quella necessaria soprattutto alla preparazione dell’appuntamento elettorale nazionale. E a creare ulteriori timori sulla tenuta interviene l’intervista rilasciata da Angelo Chiorazzo al Quotidiano l’altro giorno, nella giornata dedicata ai nonni, in cui tiene a stigmatizzare il suo impegno nel tentativo di riavvicinare al centrosinistra Italia Viva e Azione: “Renzi a livello nazionale è rientrato nel centrosinistra – dice Chiorazzo – ovvio che in Basilicata Italia Viva debba chiarire la sua posizione ora (…) staccare la spina e tornare a casa se sente che il centrosinistra è casa sua”. In soldoni: Polese deve ritornare sui suoi passi, abbandonare Bardi e ritirare l’assessore dalla Giunta.

Angelo Chiorazzo
La fotografia nazionale è chiara a tutti, Chiorazzo non fa che ribadirla, e a livello locale anche noi abbiamo più volte sottolineato da qualche tempo che Bardi non poteva e non può avere in Giunta un assessore che verosimilmente farà campagna elettorale per il centrosinistra: a prescindere dal passo che Polese deciderà o non deciderà di compiere, di sicuro Laura Mongiello ha da titolare della delega all’ambiente le settimane contate, salvo professione di fede al centrodestra se non di Polese almeno sua. Chiorazzo ammette nell’intervista che “per Azione la vicenda è diversa essendo a livello nazionale al di fuori dei due schieramenti, ma – ammonisce e invita – anche per Pittella è tempo di decidere” anche alla luce “dei segnali chiari” visto che “in Consiglio ha chiesto riforme serie alla maggioranza” lasciando intendere che in caso contrario potrebbe anche concludersi la sua esperienza con il centrodestra. In proposito poniamo sul tavolo del ragionamento un elemento basilare: fatta salva la buona volontà di Chiorazzo e il suo sereno e sincero voler sotterrare l’ascia di guerra, c’è da tener presente che questa volontà dovrebbe essere condivisa dall’intero centrosinistra.

Mario Polese mentre parla con i giornalisti (ph. Luisa Calza)
Non possiamo dimenticare che un pezzo del PD è ostile nei confronti di Pittella e un altro pezzo invece no, che i Cinquestelle non sono graditi ad Azione e Azione non è gradita ai Cinquestelle. Quale sarà allora il futuro di questo tentativo, anche e soprattutto in chiave elettorale? Molto, probabilmente, dipenderà dal Congresso del Partito Democratico, da quale linea e quale mozione prevarrà. Sempre se e quando Manca riuscirà a riunire l’assemblea congressuale, se davvero lo vorrà. Di sicuro, visto che Chiorazzo è uscito allo scoperto dichiarando di voler ricomporre il centrosinistra lucano, non sarebbe male se anche Manca e Giordano dicessero la loro, tenendo conto che in Basilicata la questione non riguarda tanto il gradimento verso Calenda, quanto verso Marcello Pittella. Se nessuno dei due dovesse intervenire potrebbe voler significare uno stop al tentativo di Chiorazzo.

