Non è assessore, ma Presidente del Consiglio: Bardi non può governare il suo dissenso con lo spauracchio del ritiro di una delega. Sanità e Agricoltura nel mirino di Azione. Sullo sfondo le candidature alle Politiche
di Angelomauro Calza
Non ha mai fatto mistero negli ultimi tempi della sua posizione critica nei confronti degli assessorati all’Agricoltura e alla Sanità. O, a volerla dire più chiara, delle sue perplessità su come Cosimo Latronico e Carmine Cicala stanno gestendo i due settori. E alla base della posizione assunta negli ultimi giorni da Marcello Pittella ci sono loro, con la questione ticket sui farmaci a far da innesco a quello che potrebbe essere un ordigno che aspetta solo che qualcuno prema il pulsante del contatto per esplodere e far saltare la maggioranza alla Regione Basilicata.

L’assessore Cosimo Latronico
Le dichiarazioni di ieri alla Gazzetta del Mezzogiorno evidenziano che non ci eravamo sbagliati nell’interpretazione della richiesta di Azione di una riunione di maggioranza prendendo spunto all’introduzione del ticket sui farmaci per allargare il tiro su questioni ben più ampie. In buona sostanza la ragione vera di una sorta di preavviso di disimpegno, “se non accade che…”, sarebbe la mancanza di una visione programmatica e soprattutto politica nel governo regionale e nella maggioranza impegnata più che altro in una corsa a sostenere prove di forza.

Il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi (ph.Luisa Calza)
Ma perché? A che pro? Cui prodest? Proviamo a ipotizzare e per un momento immaginiamo il Presidente Bardi che non dando seguito alle azioni programmatiche e riformiste chieste da Azione al momento dell’accordo stia provando a forzare il gioco in chiave candidatura alle Politiche. Basta un attimo per rendersi conto che sbaglierebbe (lui e/o chi lo consiglia): una azione amministrativa del genere è palesemente antipopolare. Ipotizziamo allora che pensa di candidarsi fuori regione? E sia. Ipotizziamolo, ma se pensa (e lo pensa?) di candidarsi e lasciare la Regione quali sono le iniziative politiche e programmatiche da mettere in campo per creare le condizioni perchè rivinca il centrodestra? Al momento nessuna. Anzi, al momento si affiderebbero di default a un centro sinistra sia pur sgasato e non organizzato le sorti della Regione. La possibilità è reale, il centrodestra incorrerebbe in una sconfitta pressoché certa. E ipotizziamo che Bardi dica che non se ne infischia perché tanto se ne va. Bene. A lui non importerebbe nulla, ci sta, ma tutti gli altri che fanno? Gli altri che non saranno più eletti, intendo?

Il Presidente Bardi e Marcello Pittella con Ettore Rosato garante dell’accordo preelettorale per Azione
Si ritroverebbero in mezzo a una strada, e molti non solo politicamente. No, alla fin fine conviene che continui, ma sui binari giusti e su questa nuova tratta ferroviaria da cantierizzare si sviluppano protesta e rivendicazioni di Azione. A ben rileggere l’intervista appare evidente che Pittella del ticket ne fa una questione di merito: non c’è una riflessione di sistema reale sulla sanità. Manca una programmazione concreta del territorio e dei Dipartimenti di emergenza urgenza e accettazione, i Dea, di secondo e primo livello, e non si affronta nel dettaglio la spesa sanitaria dovuta all’emigrazione. E sulla spesa farmaceutica ero presente alla presentazione della Lista Azione in campagna elettorale, quando – presente Ettore Rosato – Pittella ricordò quando con lui Presidente partì la gara per i depositi unici farmaceutici automatizzati per evitare una spesa incongrua. Sarà questa una indicazione? Faceva parte forse degli accordi preelettorali? Ma del resto non si può disconoscere che proprio Marcello Pittella, andando indietro con la memoria, è stato anche quello che sostenne la non istituzionalizzazione del ticket ai tempi di De Filippo Presidente, quando nel campo della Sanità la Basilicata era regione benchmark, invidiato parametro di riferimento per le altre regioni ed ora invece siamo quasi al commissariamento. È con questi riferimenti ad elementi delle azioni del passato che forse Azione rimprovera a Bardi e Latronico di non aver messo in campo una regìa concreta di riforma sanitaria che non guardi solo al risparmio, ma anche all’ottimizzazione dei servizi alla persona. Può essere allora questo un altro fattore di malumore che ha portato Azione a ribellarsi? Forse perché si fa sostanzialmente una mera operazione di cassa? In effetti sotto un certo punto di vista l’introduzione del ticket politicamente ha un impatto sociale sbagliato perché non va a colpire solo i ricchi, ma anche il ceto medio, famiglie che vivono con un unico stipendio statale e non ce la fa ad arrivare a fine mese. Qualcuno dirà: ma cosa vuoi che siano due euro e cinquanta per una ricetta? Beh… io lo so cosa sono: sono 2 euro e 50! C’è quindi, concludendo, un nodo politico che sottolinea la distanza di Azione sul tema. Cosa accadrà? Se Bardi non interviene la pazienza che già è saltata ad Azione potrebbe tramutarsi in altro con ben più pesanti conseguenze politiche. Dopotutto Pittella non è Cicala, nel senso che non essendo assessore, ma Presidente del Consiglio, Bardi non può governare il suo dissenso con lo spauracchio del ritiro di una delega: è votato dall’intera Assemblea e nel parlamentino di via Verrastro non tutti sono dalla parte del ticket.

