Intervento critico del Consigliere regionale che chiede al Commissario di ripristinare le regole interne. “Non c’è dibattito su idee e contenuti e nessuna traccia di documenti politici”. “Un percorso congressuale di due mesi non può essere ridotto ad un mese”.

di Angelomauro Calza

Il Commissario regionale del PD di Basilicata, Daniele Manca

Lo avevamo scritto ieri ( leggi qua l’articolo): “Il commissario regionale del PD, Manca, ha spostato al 29 ottobre la data di scadenza per la presentazione delle candidature per le segreterie regionale e provinciali. Tecnicamente, tenuto conto di 60 giorni che devono trascorrere per tenere il congresso, si andrebbe al voto il 30 dicembre, chi lascerebbe i preparativi festosi per l’anno nuovo per andare a votare il giorno di Sant’Eugenio? Ed ecco allora che Manca non ha modificato le date della sua delibera di luglio, ma ha solo procrastinato quella per la presentazione delle candidature. Ma è regolare?” Nel merito si è fatto sentire pochi minuti fa con un post su Facebook del Consigliere regionale del PD, Piero Lacorazza che così scrive: “ho formalmente chiesto che un percorso congressuale di due mesi non può essere ridotto ad un mese. Abbiamo bisogno di discutere, anche dialetticamente, e rendere pubblico questo dibattito di idee e di contenuti. Sì ripristini il percorso di regole per il quale circa 6000 cittadine e cittadini hanno aderito al Pd. Manca meno di una settimana alla presentazione delle candidature alle segreterie regionale e provinciali (con annesse liste) e non c’è un dibattito su idee e contenuti, neanche tracce di documenti politici. Anche sulla base del lavoro fatto in questi anni in Consiglio regionale ho promosso assemblee per offrire spazi di confronto.

Piero Lacorazza, Consigliere regionale

Piero Lacorazza

Mi pare siano state le uniche fatte. Nelle prossime ore – scrive ancora Lacorazza – metterò in circolo una traccia di documento politico programmatico che parli della e alla Basilicata, non di accordi e di organigrammi. Forse un congresso fatto su questi due pilastri, Progetto e Popolo, potrebbe raccogliere attenzione e benevolenza da parte di forze sociali ed economiche, mondo del terzo settore e categorie professionali; determinare un certo interesse da parte di persone con idee progressiste e riformiste. Credo sia questo – conclude Lacorazza – il senso di un congresso che dovrebbe provare ad incrociare il destino della Basilicata e non di una sua classe dirigente”. Basterà questo intervento che non è stato e prevedibilmente non sarà il solo, a portare Manca ad un ripensamento? Soprattutto se altri iscritti autorevoli del PD dovessero intervenire a sostegno di Lacorazza? E, se sì, in qual senso? La sensazione attuale è però la stessa che avevamo scritto sempre ieri: “lui è commissario, finchè da Roma non lo smentiscono lui ha pieni poteri e continua ad esercitarli”. Come dire: Ravvedermi? Manca p’a’ capa mi passa. Del resto anche all’ultima assemblea romana la Segretaria Schlein ha praticamente ignorato le richieste dei riformisti, perchè qui la cosa dovrebbe essere diversa? E Lacorazza intanto continuerà caparbio e coerente nella sua battaglia. Di sicuro non è disposto a fare il Don Chisciotte soprattutto perchè nel PD sono in molti a pensarla come lui.

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