E’ stato scelto da Lollobrigida e ha rinunciato alla Vice Presidenza: potrebbero essere i suoi punti di forza. Fu contestata anche la sua Presidenza del Consiglio, ma restò ben saldo per l’intero mandato

di Angelomauro Calza

Abbiamo scritto del fermento interno a Fratelli d’Italia che potrebbe in un futuro più o meno prossimo, verosimilmente all’indomani dell’esito del voto referendario, portare a un mini rimpasto della Giunta regionale. Movimento che potrebbe portare al cambio del titolare dell’assessorato all’Agricoltura.

l’assessore Carmine Cicala

Mescolamento di carte causato dalla fuoriuscita dell’assessore Carmine Cicala colpevole dei malumori nel suo partito e nella maggioranza perché si è schierato contro la legge regionale sull’indennità differita. E abbiamo ipotizzato, raccogliendo e riportando le voci che corrono negli ambienti, cosa potrebbe accadere, con l’entrata in Giunta dell’attuale Vice Presidente del consiglio regionale, Maddalena Fazzari, che potrebbe essere però impegnata alle Infrastrutture, con il conseguente, eventuale trasferimento al Dipartimento Agricoltura di Pasquale Pepe. Ricordiamo anche che ad aspirare al posto in Giunta per Fratelli d’Italia ci sono anche Michele Napoli, che sembra però essere al momento fuori gioco, e Rocco Leone, che si vedrebbe realisticamente la strada sbarrata per questioni principalmente territoriali: è di Policoro e il Metapontino nel mini governo regionale ha già il suo rappresentante, l’assessore alla Sanità, Cosimo Latronico, che è proprio di quelle parti.

La Vice Presidente del Consiglio regionale Maddalena Fazzari

La politica, si sa, è fatta di dinamismi, di cambiamenti anche in corso d’opera, di continui riposizionamenti strumentali ad assetti interni ed esterni ai partiti, ma soprattutto è fatta di desiderata personali e di situazioni reali. Questo a dire che tutti i ragionamenti di cui abbiamo scritto partono da un unico presupposto, punto fermo di qualsivoglia possibile soluzione: l’assessorato all’Agricoltura che resta libero, e quindi condizione necessaria è che Cicala non sia più assessore. Bene, ma se questo non accade? Se Carmine Cicala resta dov’è? Che succede? Nulla? Tutte le ipotesi, i ragionamenti, le aspirazioni e le strategie che fine fanno? In effetti non è assolutamente escluso che tutto non accada. Ma anche questa è una ipotesi. Ipotesi che però al momento – a dire il vero – sembrerebbe anche la più credibile, visto che di passaggi ufficiali non si è a conoscenza e tutto si basa su voci. E cosa avrebbe <cicala dalla sua?

Il Ministro all’Agricoltura Francesco Lollobrigida

A rileggere la fase politica di qualche mese fa, all’indomani del voto regionale e in piena fase di trattative, sovviene che Carmine Cicala a Fratelli d’Italia trovò come mentore del suo passaggio al partito della Meloni il ministro Francesco Lollobrigida. E rileggendo qualche settimana più avanti le cronache relativen alle discussioni per l’assegnazione delle deleghe assessorili, voci riferirono che a fronte di una data quasi per scontata assegnazione a Cicala di un assessorato di minor peso insieme alla Vice Presidenza, fu proprio Lollobrigida a mediare convincendo Cicala ad occuparsi dell’Agricoltura, ritenuto assessorato di primaria importanza soprattutto per la sponda che avrebbe potuto avere il Ministro in Basilicata. Cicala rinunciò ad essere il Vice di Bardi, nonostante fosse stato il primo degli eletti di Fratelli d’Italia, superato nella coalizione di centrodestra dal solo Marcello Pittella, e a sinistra solo da Chiorazzo e Cifarelli. Un gesto, quello della rinuncia, che molti interpretarono come testimonianza di lealtà e fedeltà agli indirizzi di partito. E anche nella vicenda della posizione contraria alla legge sull’indennità differita, Cicala ha sostanzialmente ripreso e riportato in Aula, rigidamente, la posizione pubblicamente espressa da Giovanni Donzelli.

Il Responsabile Organizzazione di Fd’I, Giovanni Donzelli

C’è poi il riferimento storico dell’ultima legislatura quando Cicala restò ben saldo alla presidenza del Consiglio regionale nonostante diversi tentativi, anche duri, di sostituirlo.

Ieri sera a Viggiano si è celebrato il congresso cittadino di Fratelli d’Italia con grande partecipazione, e c’era anche Antonio Vigilante (un segnale a qualcuno?), che pochi giorni fa in segno di contestazione verso il partito, si è dimesso da Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Potenza, come testimonia la foto a corredo. C’era gente accorsa da tutta la zona, a riprova che i consensi raccolti alle elezioni non sono stati frutto di un fenomeno sporadico.

In prima fila all’assemblea cittadina Fd’I di viggiano Antonio Vigilante

Se leggiamo questi fatti e teniamo conto di queste considerazioni Cicala non sembrerebbe poi – sia dal punto di vista dei consensi popolari, sia degli appoggi interni a Fratelli d’Italia – così debole o almeno tanto debole da essere privato di una delega senza creare terremoti. Cui prodest? E allora bisognerà attendere qualche breve tempo per capire se davvero le voci relative ad una intolleranza verso Cicala hanno fondamento e un attimo dopo iniziare a leggere i reali rapporti di forza interni a Fratelli d’Italia non solo in Basilicata, ma, per induzione, anche a Roma. Intanto nel merito da Fratelli d’Italia nessuna dichiarazione, nessun segnale, tutti zitti in attesa del referendum. Chi vivrà vedrà, niente è escluso, tutto può accadere.

 

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