Il destino dell’uno legato a quello dell’altro. Intanto fa pensare l’inattività del partito di Lupi a livello locale
di Angelomauro Calza
Al di là delle questioni e dei dibattiti in corso relativi ai mini vitalizi e della normale amministrazione dell’attività del Consiglio regionale e della Giunta Bardi gli occhi dei cittadini lucani sono abbagliati da apparente pigrizia, indolenza, poltroneria della politica: non è così. Anzi!

Il Presidente Vito Bardi
Sembra statica, “eppur si muove”, solo che Galilei fu costretto ad abiurare e non poter dimostrare le sue teorie eliocentriche, noi cercheremo di dimostrare quelle che al centro del momento politico attuale stanno pian piano fermentando e da mosto diventeranno vino o direttamente aceto in tempo per le elezioni Politiche, tra un anno. Roba da bere per festeggiare o da usare per condire l’insalata subito dopo la tornata elettorale.
Si diceva ieri che non è ancora tempo di rimpasto all’interno della Giunta regionale: è così. Si aspetta. Si attende quantomeno l’esito del Referendum perché sia più chiaro e meglio delineato il quadro possibile delle Politiche. E poi con quale legge elettorale si andrà al voto nel 2027? Da questo dipenderà molto del rinculo che si avvertirà in Basilicata. E Bardi? In molti auspicano un suo cambio di rotta, lo vorrebbero più uomo di partito che dedicato esclusivamente alle Istituzioni: sarà candidato o no? E, se sì, chi guiderebbe il centrodestra alle successive elezioni regionali? Forza Italia, dopo due mandati, potrebbe ancora pretendere di indicare il candidato Presidente del centrodestra? Dopo la bagarre pre-elezioni della scorsa volta? Rinuncerebbe a guidare la Regione fino al termine del mandato affrontando una campagna elettorale che arriverebbe subito dopo quella per le Politiche? Boh! Chissà chi lo sa! Però tutti aspettano un primo tassello utile per iniziare a sbrogliare la matasssa che verrà sicuramente e anche presto da Forza Italia, che ha completato il tesseramento e per la prima volta si cimenta in un Congresso dove si misureranno le diverse anime interne agli azzurri. E alla fine una qualche decisione sarà assunta e una linea politica più netta e precisa sarà certamente tracciata e adottata.

Nario Aliandro
Sì, dicevamo di Franco Cupparo e di Vincenzo Taddei che a seguito di una intesa simil-così fan tutte (“Che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa”) sarebbero le due punte di diamante del partito per le Politiche, ma, come dicevamo, c’è anche Vito Bardi a poter pretendere una candidatura per un posto a Roma e, in quel caso, ubi maior minor cessat, salvo stabilire tra i tre chi è “più maior” e chi “più minor”, ma queste sono questioni che il Congresso chiarirà sicuramente. Anche la questioni del successore di Franco Cupparo al suo assessorato è tutt’altro che acclarata o automatica. La logica dominante vorrebbe Gianuario Aliandro promosso assessore, con il conseguente ingresso in Consiglio di Francesco Cannizzaro, che però, nonostante il sostegno del cugino parlamentare e vice capogruppo alla Camera di Forza Italia, oggi è pur sempre il punto di riferimento di Maurizio Lupi, è stato eletto come esterno, non è uomo-azzurro: Principe forse sì, per qualcuna, ma uomo-azzurro sicuramente no!

Francesco Cannizzaro, segretario lucano di Noi Moderati
Almeno. Dovrebbe essere così. E’ d’uopo però un “salvo controindicazioni”, visto che Noi moderati in Basilicata non si sente da un p’ di tempo, come se stesse vivendo una fase di stasi delle attività di partito fino a qualche mese fa numerose, propagandate e partecipate: questo letargo significa qualcosa? E’ una sensazione, una percezione, un presentimento o solo fuffa? Intanto tutto tace. Silenzio.
E non sempre il silenzio è assenso, per cui, come per l’assillante slogan di Fastweb, dire “Immagina, puoi” non è peregrino. Detto ciò in premessa, non è da pivelli pensare che in Basilicata le vicende dei due partiti possano intrecciarsi intorno ai nomi di Cannizzaro di Aliandro, ma per approdare dove?

