“NO” ad assessori esterni. Dentro la Fazzari alle Infrastrutture con Pepe all’Agricoltura? Entra Azione, Polese Presidente del Consiglio

di Angelomauro Calza

 

La politica è così: dinamica, evolutiva, con il certo che lascia sempre spazio al mai certo. E così giungono voci di un incontro romano nella sede di Fratelli d’Italia in cui Arianna Meloni in persona avrebbe posto il veto alla nomina di un assessore esterno, anche in virtù di accordi presi all’indomani delle elezioni regionali, laddove dovesse essere registrata la fuoriuscita di Carmine Cicala dalla Giunta. Giunge anche notizia che parrebbe essere stata ritrovata e già consegnata e fatta mettere agli atti del Consiglio di Stato la “scheda fantasma” con indicata la preferenza per Donatella Merra (che segnerebbe il suo vantaggio nel conto delle preferenze rispetto ad Alessandro Galella): prodromo di una sentenza che a quel punto non potrebbe che essere favorevole all’ex Assessore alle infrastrutture?

Al centro Donatella Merra, a lato Arianna Meloni e l’on. Salvatore Caiata

Se così fosse sarebbe lei la prima dei non eletti e, con l’attuale assetto, andrebbe a sostituire Alessandro Galella in Consiglio regionale.

Il Presidente Vito Bardi e Donatella Merra: prove di riavvicinamento?

L’ipotesi parrebbe essere nell’aria da tempo e suffragata nel concreto da un avvicinamento negli ultimi tempi proprio della Merra sia al Presidente Bardi, che voci bene informate dicono le abbia espresso stima, fiducia e amicizia, tanto da poter contare sul suo voto in Consiglio, sia alla componente per così dire emergente nel gotha di Fratelli d’Italia tanto da (potrebbe sembrare insignificante, ma non è così) vederla seduta in prima fila alla manifestazione referendaria con il ministro Carlo Nordio, scrupolosamente e chirurgicamente organizzata dall’onorevole Salvatore Caiata, cui la Merra sembrerebbe essere molto vicina. Caiata che potrebbe incassare anche un’altra piccola soddisfazione laddove venisse assegnata la delega assessorile a Maddalena Fazzari, da sempre stimata e vicina a lui. Ma siamo sicuri che l’era di Cicala all’assessorato all’Agricoltura sia al termine? Di certo anche quando ricopriva la carica di Presidente del Consiglio dopo i fatidici due anni e mezzo di mandato, al momento della staffetta, rimase là al posto suo, più solido che mai. Eppure se ne parla, e allora parliamone. Posto il diktat (ma anche i presunti accordi preelettorali) di Arianna Meloni, a sperare nell’assessorato ci sono anche Michele Napoli e Rocco Leone, ma al momento chi è in pole position è la Vice Presidente del Consiglio, anche perché in questo modo si potrebbe procedere ad un mini rimpasto che cadrebbe più o meno a metà legislatura. L’Agricoltura potrebbe essere assegnata a Pasquale Pepe che sta vivendo un momento particolare: il suo partito, la Lega, che acquista consensi all’interno delle Istituzioni, prova ne sia il risultato conseguito alle elezioni provinciali di Potenza, ma che perde sul territorio.

Giulio Curstella con l’euo deputato Roberto Vannacci

Almeno questa è la sensazione che si avverte, se si pensa che a Venosa, dove si tenne il Congresso regionale magistralmente organizzato da Giulio Curatella, qualche giorno fa è andata in scena l’assemblea costitutiva di Futuro Nazionale, organizzata dallo stesso Curatella, fuoriuscito dalla Lega. All’incontro la sala era piena, pur senza la presenza proprio di Vannacci, fatto che avrebbe potuto far pensare a presenze legate alla curiosità, invece c’era l’onorevole Rossano Sasso, che ha investito l’ex esponente locale leghista dell’incarico di Responsabile lucano del nuovo partito che avrebbe già raccolto oltre 300 tessere nel solo Vulture: riuscirà da qui alle prossime votazioni Pasquale Pepe a recuperare? O almeno a frenare l’emorragia che al momento seppur di modesta entità è in atto? Conoscendolo come un guerriero che non contempla la resa nel suo DNA non resta che attendere l’esito della sfida.

Mario Polese mentre parla con i giornalisti (ph. Luisa Calza)

Mario Polese mentre parla con i giornalisti (ph. Luisa Calza)

Ma dicevamo: Pepe all’Agricoltura con Maddalena Fazzari quasi certamente alle Infrastrutture. L’entrata in giunta della seconda donna potrebbe dar vita a un altro cambio: Mario Polese al posto di Laura Mongiello o, anche, Marcello Pittella (o Nicola Morea) che entrerebbe in Giunta per lasciare il posto di Presidente del consiglio a Mario Polese. Perché regge l’ipotesi- Presidente? Perché nel caso in cui dovesse ricevere e accettare una delega assessorile, il prossimo anno, se candidato alle Politiche con Renzi, Polese si troverebbe nella scomoda situazione di essere candidato nel centrosinistra e assessore con il centrodestra. Da Presidente del Consiglio (che è peraltro una carica autorevolissima) questa situazione contraddittoria sarebbe attenuata e non poco. Dopodichè… beh non resterebbe che aspettare le Politiche del 2027 e poi: “quella macchina là devi metterla qua, questa macchina qua devi metterla là…”  come Enzo salvi nel 1988 a Sanremo. Come dire: se oggi qualcuno lamenta che al Festival dei Fiori ha vinto una canzone da matrimonio, fuori al locale scelto per la festa sono 48 anni che c’è qualcuno che fa il parcheggiatore. Spesso abusivo.

 

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