Gianni Leggieri, Piergiorgio Quarto, Dina Sileo, Massimo Zullino e Gino Giorgetti non saranno in ogni caso interessati dalle eventuali variazioni della norma o anche dalla sua eventuale abrogazione. La legge è tutt’ora in vigore
di Angelomauro Calza
Ancora uno slittamento della discussione ed eventuale approvazione in Consiglio regionale delle modifiche alla norma sulla indennità differita. L’ordine del giorno della riunione convocata per domani non lo prevede: solo attività ispettiva. Ci sarà da attendere, mentre le opposizioni continuano la loro mobilitazione per contrastare il provvedimento. C’è fermento, dunque: la minoranza in Consiglio contesta la norma e si sta battendo per la sua abrogazione, Lollobrigida riprende quelli dei suoi che la sostengono, Bardi si impegna a rivederla e probabilmente (quasi certamente) ne proporrà la modifica per la parte riguardante la retroattività, il Presidente del Consiglio, Marcello Pittella, ha rivisto la sua posizione ed è anche lui per una abrogazione, gli altri sono a sostegno del provvedimento. Insomma in via Verrastro poca serenità per tutti.

la Sala del Consiglio regionale di Basilicata
O, meglio, quasi tutti. Nell’arena dove si disputa l’agone sono tutti in campo, ma c’è chi assiste tranquillo alla lotta, così, giusto per godersi lo spettacolo, incurante di chi ne uscirà vincitore: non gliene importa un fico secco. MA chi sono questi spettatori ormai disinteressati? Rispondono ai nomi di Gianni Leggieri, Piergiorgio Quarto, Dina Sileo, Massimo Zullino e Gino Giorgetti. Sì, sono loro, i cinque che il 29 gennaio hanno presentato giusto in tempo la loro domanda finalizzata all’ottenimento dell’indennità differita. Oh, riflettiamo: hanno presentato una domanda per ottenere un beneficio previsto per legge e l’hanno presentata nei termini. La legge è ancora in vigore così come varata a dicembre ed ogni eventuale modifica avrà efficacia dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Come a dire che i cinque non saranno intaccati nella rivendicazione di un loro diritto. Qualcuno obietterà che potrebbero intervenire osservazioni di costituzionalità alla legge. Certo, potrebbe accadere, ma, non da uomo di legge che non sono, ma da ricerche fatte online confortate da un paio di pareri (sia pur non approfonditi) di chi uomo di legge è, anche in questo caso le osservazioni sarebbero efficaci dal giorno della loro pubblicazione. Se le cose stanno così (si accettano davvero di buon grado eventuali precisazioni da esperti legali che pubblicheremo senza alcuna remora, anzi!) ci sono due considerazioni conclusive: la prima è che per fortuna ad aver presentato domanda sono stati solo cinque ex Consiglieri regionali, altrimenti sai che spesa! La seconda: chissà come si sentono quelli tra gli ex Consiglieri regionali (un manipolo a dar retta alle voci, non tantissimi) che invece, titubanti sulla opportunità di richiedere il beneficio, alla fine hanno optato per la rinuncia. Alla fine, alla maturazione del requisito per l’ottenimento, dagli Uffici del personale della Regione Basilicata ogni mese partiranno cinque mandati di pagamento in più. E, ripetiamo, solo cinque per fortuna. Oh… vuoi vedere che è questo inghippo la causa del ritardo dell’approdo in Consiglio della variazione della norma?

