Fratelli d’Italia: l’assessore all’Agricoltura si dichiara contro la legge sull’indennità differita così come partorita e segue la linea di Donzelli. Gli altri Consiglieri la votano in piena autonomia
di Angelomauro Calza
Che succede in Fratelli d’Italia? O, meglio, succederà qualcosa? E, se sì, cosa? “E perché?” dirà qualcuno “che deve accadere?”. Non lo sappiamo. La risposta per ora non può che essere incerta, titubante, a tratti persino tentennante. Di certo quel che è accaduto ieri in Consiglio regionale lascia spazio a ragionamenti esitanti.

La Vice Presidente del Consiglio regionale Maddalena Fazzari
Si apre la seduta, parla il presidente Bardi che illustra la nuova legge sull’indennità differita. Al termine l’assessore Cicala di Fratelli d’Italia chiede di poter intervenire. La Vice Presidente del consiglio, Maddalena Fazzari, gli spiega che il regolamento prevede che gli assessori (che non sono Consiglieri) possano intervenire solo dopo aver esaurito gli interventi dei consiglieri iscritti a parlare. Ne nasce una diatriba che vede il suo culmine in un diverbio dai toni accesi tra il Consigliere e Vice Presidente Angelo Chiorazzo di Basilicata Casa comune e l’assessore Cosimo Latronico di Fratelli d’Italia. Fazzari si vede costretta a sospendere la seduta. Calmati gli animi la stessa Fazzari legge l’articolo del Regolamento cui si è attenuta nel non concedere la parola a Cicala.

l’assessore Carmine Cicala
Subito dopo precisa che se l’Aula decide di anticipare l’intervento di Cicala lei non avrebbe frapposto ostacoli. L’aula si esprime per dare la parola all’assessore. “Non sono qui per fare un processo a nessuno. Non sono qui per rompere un’alleanza in cui credo. Sono qui perché penso che questa assemblea possa fare una scelta migliore di quella che si appresta a compiere” esordisce.
Qualcuno già immagina o sa per certo dove Cicala andrà a parare. Ricorda che più volte quando era Presdiente dell’Assemblea reigonale il tema dei vitalizi fu affrontato più volte e ogni volta esercitò il suo ruolo “affinchè quelle proposte non arrivassero in aula senza un percorso condiviso” Quindi specifica una volta di più che quel che sta per esporre è la sua posizione di sempre. Fa notare che la norma non ha avuto né un passaggio in Commissione né una audizione con le parti sociali e le modifiche che vengono proposte “non sono sufficienti a correggere le strutture di un impianto che è nato senza il percorso che meritava”. Cicala richiama i suoi colleghi di Fratelli d’Italia a ricordare che il responsabile dell’Organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, si è espresso nei giorni scorsi nel merito sostenendo che “la norma va rivista radicalmente». Ha dichiarato che il livello nazionale «non è stato né avvertito né consultato», e che «non avremmo mai consentito di dare un parere favorevole» e ha indicato con chiarezza di guardare alle Regioni che hanno saputo «garantire la continuità contributiva senza eccessi incomprensibili ai cittadini». Cicala ha quindi proposto e chiesto di non votare il provvedimento, ma di rimandare. In buona sostanza lui si è dichiarato “non contrario, per principio, a una disciplina che riconosca ai consiglieri regionali una forma di tutela previdenziale”, a condizione però “che quella tutela nasca da un percorso trasparente, condiviso, difendibile davanti a ogni singolo cittadino lucano. Un percorso che passi dalla commissione competente. Che ascolti le parti sociali. Che studi i modelli delle regioni più virtuose”.

Giovanni Donzelli
La conclusione: sostenendo che “Abrogare oggi non significa chiudere una porta. Significa riaprirla nel modo giusto. Significa dire ai cittadini: abbiamo capito, vi abbiamo ascoltato, e adesso facciamo le cose come vanno fatte. Questo non è un passo indietro. È il passo più coraggioso che questa assemblea possa fare oggi. Non si tratta di negare una tutela. Si tratta di costruirla nel modo giusto”. Dopo il suo intervento, il dibattito, il voto, l’approvazione. Oh! Ci fosse stato uno, uno solo dei Consiglieri del suo partito, che abbia ripreso quel che ha detto! C’è stato chi ha difeso l’assessore Latronico per il diverbio avuto con Chiorazzo, chi è entrato nel merito della proposta di legge da votare, ma nessuno che abbia detto qualcosa riguardo la posizione di Cicala, nettamente in disaccordo (ma con una mano tesa) verso la legge da votare. Cosa accadrà allora in un futuro prossimo, vicino, forse anche immediato? Può essere che tra i Consiglieri c’è chi spera di poter prendere il posto di Cicala all’Agricoltura, visto il suo disallineamento con la linea della Giunta regionale? Bardi, che pure ha espresso un suo non convinto assenso alla legge annunciando la sua rinuncia al beneficio insieme con altri anche di maggioranza, gli chiederà conto della sua posizione? E Donzelli e Fratelli Italia, da Roma cosa faranno? Eserciteranno tutta la loro autorevolezza per difendere l’assessore Cicala che in soldoni altro non ha fatto che seguire la linea dettata dal partito? E, nel caso, il partito, da Roma, come si comporterà con i Consiglieri che invece quella linea non l’hanno seguita votando in piena autonomia il provvedimento? Qualcosa non quadra, le risposte le aspettiamo, vedremo che accadrà, ma intanto ci rimbomba nella testa la vecchia favola della Cicala che ha cantato e delle formiche che hanno pensato bene di fare le provviste per l’inverno. Come dire: canta tu, che io mi metto a posto per il futuro!
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