Nuova linea politica: più attenzione ai diritti sociali e della persona. Iniziata la fase di rinnovamento con il cambio Gasparri-Craxi al Senato. Anche per Antonio Tajani Segreteria a termine in tempi ragionati.

di Angelomauro Calza

 

E’ indubbio che Marina Berlusconi sia entrata prepotentemente sulla scena politica, sia pur non in prima persona.

Marina Berlusconi

Che la figlia del Presidente-Cavaliere abbia iniziato a mettere mano alla gestione del partito fondato dal padre è altrettanto evidente, come evidente è che il primo passo sia una operazione di rinnovamento (o di svecchiamento?) già iniziata con l’elezione di Stefania Craxi a Capogruppo di Forza Italia al Senato, ruolo fino a pochi giorni fa di uno dei decani del partito, Maurizio Gasparri. E non può e non ha potuto non destare attenzioni e interrogativi la chiamata ad Arcore di Antonio Tajani con il quale Marina Berlusconi si è intrattenuta a colloquio per quasi quattro ore, presente anche Gianni Letta, verosimilmente nelle vesti di “moderatore”. Ma come? Viene convocato il Ministro degli Esteri e Vice Presidente del Consiglio? Di solito per protocollo è lui a convocare, non viene mica convocato, salvo non si tratti di una chiamata del Presidente del Consiglio o della Repubblica, diamine! Allora è chiaro che si tratta di questioni politiche, sì, ma al di fuori degli ambiti istituzionali.

Antonio Tajani intervistato da Angelomà

Infatti da quel che è trapelato pare sia proprio così, ma si vocifer anche che non si sia trattato di un invito di cortesia (quello sì, ammissibile), anzi. Pare che a Tajani sia stata illustrata (notificata?) la nuova linea politica decisa, studiata, forse suggerita, gradita ai Berlusconi, linea che a ben vedere ricalca in certo qual modo quella del PD della Schlein: occuparsi e concentrarsi prevalentemente sui diritti sociali e della persona, fatto questo che presuppone necessariamente uno svecchiamento della classe dirigente forzista. In buona sostanza non è escluso che all’attuale segretario, se non la notifica di un preavviso di fine mandato, sia stato rivolto un invito a fare un passo indietro nei tempi giusti e di lasciare il passo a un nuovo responsabile nazionale. Voci romane spettegolano e mettono insieme i tasselli, costruiscono nuovi scenari e come un complicato e snervante mobiletto dell’Ikea montano un nuovo scenario politico composto dalle volontà di Marina Berlusconi e le posizioni sempre sbandierate di Francesca Pascale, tra di loro in ottimi rapporti sin da quando la partenopea ha varcato per la prima volta la soglia di Arcore: vuoi vedere che toccherà a lei modellare un corpo che racchiuda l’anima delle azioni politiche in favore dei diritti sociali e civili così come nei desiderata della Berlusconi? Dopotutto proprio l’ex del Presidente non solo predica da tempo una svolta di questo tipo, ma sollecita anche una operazione di rinnovamento di Forza Italia, ed ha fatto appello a un allontanamento da posizioni sovraniste che minano i valori europeisti.

Elly Schlein

In uno con tutto ciò, in riferimento ad Antonio Tajani, sempre la Pascale non ha mai nascosto le sue posizioni in favore della necessaria distinzione di ruoli tra ministro e segretario del partito. In tale contesto si inseriscono le legittime preoccupazioni di Meloni e di Salvini, ma anche di Giuseppe Conte: se passasse questa linea non è assolutamente da escludere una qualche intesa a due tra Forza Italia e il Partito Democratico, anche se si tratterebbe di una manovra definibile quantomeno azzardata perché di sicuro difficile da digerire all’interno del partito. come ancora di più è difficile immaginare la condivisione unanime della svolta: non sono in pochi quelli che di sicuro non accetterebbero di andare con il centrosinistra, si correrebbe il rischio di spaccare il partito, di portarlo forse all’estinzione, ma si sa: in politica, affari e amore mai dire mai. Questo è però un aspetto che riguarda il lato più elettorale, quello delle alleanze. Il dato più politico invece riguarda un dubbio che per essere espresso necessita di una premessa. A ottobre, alla festa del Manifesto, la platea era composta prevalentemente da gente di una certa età, pochi giovani. Dal pulpito gli interventi che si sono susseguiti hanno trattato argomenti ecumenici per lo più legati ad una rivisitazione delle pagine del giornale. Solo due o tre giovani sono intervenuti nel dibattito e tutti discostandosi dall’uniformità degli interventi precedenti, hanno parlato di argomenti che non riguardavano né impaginazione né tecnicismi legati all’editazione del quotidiano: erano lavoratori e lavoratrici che hanno evidenziato difficoltà reali del vivere quotidiano, ad arrivare a fine mese, alla mancanza di possibilità di pagare asili nido per i propri figli; hanno parlato della mancanza di servizi che rendessero meno difficoltosa la loro esistenza, della grande e mortificante incertezza che li assale nei supermercati quando devono giocoforza scegliere cosa comprare e cosa invece no causa l’aumento continuo dei prezzi.

Maurizio Landini

Ed è anche per questo che l’arma dello sciopero ancora in uso a Landini e alla Cgil non ha più gli effetti di una volta, perché i lavoratori devono fare i conti con la loro busta paga e scegliere tra un giorno di sciopero o una spesa un po’ più ricca al mercato, per una volta (forse anche due) i palestinesi comprenderanno. È questa purtroppo la dura realtà di chi non è élite, di chi non si lascia affascinare dal giornalista di sinistra che predica in tv la necessità che lo status attuale cambi e poi gira in auto di lusso con autista e frequenta quei luoghi e quel ceto snob che condanna aizzando le masse con sermoni e atteggiamenti ben studiati, esaltazione dell’ipocrisia. Fatta questa premessa il dubbio: siamo certi che la svolta auspicata da Marina Berlusconi e da Francesca Pascale sia quella giusta? Che sia cioè più attrattore di consensi una politica che guardi prevalentemente ai diritti sociali e della persona piuttosto che ai bisogni reali e primari delle stesse persone? Se sarà, sarà una svolta che soddisferà tutti gli italiani o solo una parte di loro? E sarà davvero Francesca Pascale a prendere tra le mani il timone della nave ora ancora in cantiere?

 

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