La neo formazione politica affidata a Giulio Curatella composta soprattutto da simpatizzanti di destra ed estrema destra. La Lega tiene e si rafforza alle Province
di Angelomauro Calza
Avevamo fatto cenno nell’articolo di questa mattina alla situazione che vede protagonisti Futuro Nazionale e la Lega. Un ragionamento sintetico, dedicato a loro e non inserito in un contesto che vede protagonisti altri personaggi e altre forze politiche, è d’uopo. Consideriamo allora i fatti e ragioniamo solo su quelli.

Giulio Curatella con l’euro deputato Roberto Vannacci fondatore di Futuro Nazionale
A Venosa, come abbiamo già scritto, si è tenuta l’assemblea costituente del partito fondato da Roberto Vannacci la cui guida in Basilicata è stata affidata a Giulio Curatella, fuoriuscito dalla Lega, che la sala era piena e che il partito ha raccolto già circa 300 adesioni al primo tesseramento. Alla manifestazione sembra però che fossero presenti anche molti campani e pugliesi, accorsi dalle zone confinanti con Venosa perché simpatizzanti della nuova sigla politica e attratti da una delle prime uscite ufficiali importanti di Futuro Nazionale. Questo a dire che le presenze registrate, seppur notevoli, non erano esclusivamente lucane. Così come il tesseramento: date per buone le oltre 300 adesioni, non può assolutamente essere questo un dato sinonimo di trecento fuoriusciti lucani dalla Lega. Infatti tra i simpatizzanti sembra che ci siano soprattutto ex iscritti ad Alleanza Nazionale e più genericamente sostenitori della destra, anche estrema, che non avevano mai aderito ufficialmente a nessun partito e che stavolta hanno deciso di seguire Vannacci. E ci sono poi anche leghisti, certo, alcuni, che hanno aderito perché attratti da un progetto politico più intransigente e meno incline a compromessi rispetto a quello di Salvini, e anche per legittime aspirazioni personali, intravvedendo possibilità di emersione e affermazione in un partito ancora in fase di costruzione, dove potrebbero trovare spazio. Ma allora la Lega? È in salute o no? Ha perso o no sostenitori?

Matteo Salvini
Non possiamo che guardare i numeri e il dato più recente, reale, è che ha eletto due consiglieri provinciali alle ultime elezioni a Potenza dopo averne eletti in precedenza altri due anche a Matera, portando la sua rappresentanza nei due Consigli provinciali da due a quattro. In aggiunta non si può non tener conto di adesioni di Consiglieri comunali eletti in altre liste, come accaduto a Montalbano Jonico, Maschito, Scanzano Jonico e Palazzo San Gervasio e, si sa, ogni consigliere porta con sè i numeri dei suoi sostenitori. Nessuna emorragia verso Vannacci, dunque? Solo qualche goccia bloccata con matita fermasangue? Così parrebbe, salvo smentite. Del resto i lucani sono popolo di poeti, di gente mite, forse anche troppo mite per aderire a una formazione politica che si propone, in un certo senso, come rivoluzionaria rispetto alle consuetudini italiane e lucane: non siamo gente fatta per le rivoluzioni, non solo quelle cruente, siamo sostanzialmente pigri e pacifici e spesso apatici, e tendiamo alla sicurezza che danno le situazioni strutturate e consolidate. Siamo poco inclini al nuovo. È per questo che l’irruzione sulla scena di Futuro Nazionale va guardata con attenzione, va seguita, ma non enfatizzata più di tanto almeno fin quando non sarà riuscita ad essere una forza politica radicata sul territorio. Di sicuro l’entusiasmo di chi ha deciso di portare avanti il progetto di Vannacci in Basilicata non va smorzato né sottovalutato, siamo in democrazia, ma pensare che in pochi giorni si possano impensierire gli altri partiti di centrodestra a livello di adesioni sul territorio è sicuramente velleitario: per questo c’è tempo, ci vuole tempo, basta utilizzarlo al meglio.

