L’ex Assessore regionale spiega ad angeloma.it i motivi che hanno spinto lei e altri ex Consiglieri ad avvalersi della Legge regionale sui cosiddetti “mini vitalizi”. Usufruiamo di una legge vigente
di Angelomauro Calza
Sta facendo discutere la notizia che alcuni ex Consiglieri regionali, Giorgetti, Zullino, Sileo e Quarto (di un quinto presente in Consiglio all’epoca con M5S non si ha certezza) nell’imminenza dello scadere del termine fissato al 30 gennaio abbiano presentato la domanda per poter godere dei benefici previsti dalla Legge regionale che introduce i cosiddetti “mini vitalizi”. Interpellata da angeloma.it una di loro, l’avvocato Dina Sileo, ex Consigliere ed ex Assessore regionale della Lega ci ha rilasciato la dichiarazione che riportiamo di seguito integralmente: “Senza voler entrare nel tema politico dibattuto in questi giorni spiego la ragione per cui io e altri consiglieri abbiamo presentato la domanda. Intanto la legge è legittimamente in vigore e il termine ultimo era l’altra sera. Con i colleghi abbiamo atteso fino all’ultimo per capire se vi fossero variazioni o abrogazioni legittime sulla base della discussione politica attuale.

l’ex Consigliere Massimo Zullino
Noi riteniamo che vi sia un motivo di opportunità per sollevare il problema della contribuzione previdenziale per chi esercita il mandato elettorale. Nel mio caso – per esempio – io sono libera professionista e durante il mandato elettorale ho versato regolarmente alla Cassa forense i contributi previdenziali, che per la Cassa vengono computati in base al fatturato annuo. È chiaro che nel momento in cui io mi sono impegnata in un mandato elettorale per la collettività ho pagato la contribuzione minima.

L’ex Consigliere Gino Giorgetti
Questione – continua Sileo – che mi penalizzerà per quanto riguarda il computo pensionistico quando raggiungerò l’età pensionabile. Stessa cosa si dica per i dipendenti pubblici che hanno avuto il computo dei contributi figurativi per il periodo del mandato elettorale, ma ovviamente nessun versamento. Allora il tema è sollevare la questione della contribuzione previdenziale per chi esercita un mandato elettorale. Giusta detrazione nel nostro caso del 10 per cento, negli altri casi di quello che vorrà disporre il legislatore, ma di vedersi riconosciuto un dritto che è sacrosanto per ogni lavoratore: avere la sicurezza di una pensione che sia commisurata alla sua contribuzione e agli anni di servizio.

L’ex Consigliere regionale e attuale segretario lucano di Fd’I, Piergiorgio Quarto
Pertanto ritengo che noi fuori da ogni ipocrisia abbiamo voluto sollevare questo tema, siamo aperti ovviamente e naturalmente alle modifiche che il legislatore regionale in vigore vorrà fare, ma è chiaro che una discussione sul tema debba essere aperta e non trascurato. vogliamo che legittimamente i nostri diritti previdenziali vengano riconosciuti e che noi possiamo godere non certamente di un vitalizio, assolutamente, ma di una indennità differita commisurata alla contribuzione e agli anni di mandato che noi abbiamo legittimamente esercitato come classe dirigente seria che certamente non sottrae nulla al popolo ma che vuole vedere riconosciuti i propri diritti”. Fin qui Dina Sileo. Nel frattempo Nel dibattito interviene il responsabile dell’Organizzazione di fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, che a Cronache ha dichiarato tra l’altro che “Fratelli d’Italia è da sempre contro i privilegi” e che auspica che “la norma venga rivista radicalmente” (leggi qui la dichiarazione integrale )

Giovanni Donzelli
Specifica anche che “a livello nazionale non eravamo stati né avvertiti né consultati prima della sua approvazione”. Una dichiarazione quindi che va in senso nettamente opposto a quanto dichiarato in questi giorni sia dal Consigliere Alessandro Galella sia dal Segretario regionale di Fd’I in Basilicata, Piergiorgio Quarto, andando a dare sostegno alle posizioni di Marcello Pittella e dello stesso Bardi che pare avesse avuto un ripensamento e che sarebbe favorevole non solo a una revisione della norma, ma addirittura alla sua abrogazione. Ma in Fratelli d’Italia in Basilicata la pensano come Quarto e Galella o come Donzelli? Staremo a vedere, ma la cosa certa è che Gianni Rosa, uno dei potenziali beneficiari dell’indennità, non ha presentato la domanda. Riferiamo a Sileo durante la chiacchierata della posizione di Donzelli: non ne era ancora a conoscenza. La sua risposta è stata sintetica: “Perché, Donzelli quando terminerà il suo mandato non farà una domanda simile? La norma per i Parlamentari esiste e nessuno l’ha mai messa in discussione”.

