Il racconto del generale Angelo Cairo che rischiò la vita per assicurare alla giustizia Gigi Cosentino “Faccia d’Angelo”, all’epoca al suo primo arresto. L’allora tenente è ritornato nei giorni scorsi a Chiaromonte, sua prima sede di servizio

Il Generale Angelo Cairo con il suo autista dell’epoca, l’appuntato Antonio Trabucco

Due storie parallele: una racconta di un giovane tenente che ha rischiato la vita per catturare un giovanissimo latitante e da lì ha iniziato la sua brillante carriera nell’Arma. L’altra è quella del latitante, che da quell’arresto ha iniziato la carriera opposta che lo ha portato a diventare il capo dei Basilischi, l’associazione criminale lucana. Due storie che iniziano insieme, nello stesso momento, nello stesso posto. Era inizio estate del 1972 e Chiaromonte, in provincia di Potenza, visse un pomeriggio infuocato non solo per il caldo che avvolgeva la collina che si affaccia sulla Valle del Sinni e ha vista sul Golfo di Taranto. All’epoca lì c’era la Tenenza poi trasferita a Senise. A comandarla il Tenente Angelo Cairo, al suo primo incarico dopo l’Accademia di Modena. Giunse una telefonata da Potenza che informava della presenza in paese di un giovane, Gigi Cosentino, originario del posto, che aveva una condanna da scontare ed era latitante. Il tenente Cairo, saputo dove si nascondeva, vi si recò insieme al suo fido appuntato che gli fungeva anche da autista, Antonio Trabucco, ma appena Cosentino si accorse di loro accadde che… Beh, a distanza di 55 anni – più o meno – è lo stesso tenente Cairo di allora, oggi generale in pensione, a raccontarlo in esclusiva nel video a corredo.