L’unico Consigliere comunale PD di Matera saluta Manca & C. “Logiche chiuse, scelte non condivise e visione poco aperta alla pluralità” alla base della fuoriuscita dal partito
di Angelomauro Calza
“E con la testa, con il petto, con il cuore ciao, ciao”. Sanremo e La Rappresentante di Lista però stavolta non c’entrano, la lista sì. O, meglio, il partito. “Un” partito, quello Democratico di Matera.

Angelo Rubino
A quarantotto ore dall’addio di Roberto Cifarelli, Consigliere regionale, ecco che anche l’unico rappresentante del PD in Consiglio comunale a Matera saluta e se ne va: “Negli ultimi tempi ho riscontrato una distanza sempre più marcata tra i valori nei quali mi sono sempre riconosciuto e le dinamiche interne che stanno caratterizzando l’attuale gestione locale del partito a opera del Commissario nominato dal partito nazionale (…) Auspicavo, dopo le ultime elezioni amministrative, un’azione di riconciliazione e di rilancio del partito a Matera e in Basilicata e invece constato il prevalere di logiche chiuse, scelte non condivise e una visione poco aperta alla pluralità delle idee.

Roberto Cifarelli
In questo modo viene meno quello spirito democratico che dovrebbe rappresentare la nostra forza. Restare avrebbe significato adattarsi. Io scelgo invece la coerenza”. Così in una lettera di commiato dal partito di Elly Schlein. Anche in questo caso vengono rivolte accuse precise al commissario regionale, soprattutto di mancato coinvolgimento e interlocuzione, sintomatiche di gestione autarchica poco incline alla partecipazione. Chi è vicino a Rubino assicura che non si tratta di una azione studiata a tavolino e che solo per mera coincidenza l’uscita dal PD è stata immediatamente successiva a quella di CIfarelli, e che, anzi, era stata pensata addirittura alla vigilia dell’assemblea cittadina del 5 febbraio scorso, dove si proponeva di comunicare la sua decisione, salvo poi rinviare per ragionarci meglio, per concedere un’ultima chance. Ci crediamo? Perchè sì? Ma anche: perchè no?

Daniele Manca
Dopotutto Rubino scrive che “In questi mesi non ho mai incontrato il Commissario né mi ha mai cercato”. I malesseri interni al PD nati, cresciuti e pasciuti negli otto mesi di gestione Manca sono diffusi, già a Potenza il 4 febbraio (leggi qui l’articolo) nell’assemblea provinciale del Partito Democratico non sono mancate critiche al Commissario, e tutte parlavano soprattutto di gestione egemone, di necessità di coiinvolgimento e condivisione, di urgenza nel dotare il partito lucano di una struttura organizzativa che fosse laboratorio di idee, discussione, proposte univoche, frutto di elaborazione comune. Ancora non è accaduto e in molti si chiedono se a queste due uscite ne seguiranno altre. Quale futuro ora per Rubino? Hanno trovato spazio, ma non ancora conferme, le voci che lo danno futuro Coordinatore di Progetto Civico per la provincia di Matera, le stesse che danno anche Cifarelli in viaggio verso la formazione di Alessandro Onorato a Roma e Federica D’andrea in Basilicata, ma sono al momento solo voci, che parafrasando Lorenzo il Magnifico, potremmo riassumere nel verso dalla Canzona di Bacco “di doman non c’è certezza”. Ad oggi le uniche certezze sono una gestione del PD controversa e poco digerita da buona parte degli iscritti e la fuga continua verso altri lidi. Quanto pesano in termini di voti e di consensi queste due fughe da Alcatraz? E vuoi vedere che il vecchio detto “non c’è due senza tre” troverà conferme a breve termine? Allora forse più che “quale futuro ora per Rubino”, sarebbe lecito interrogarsi e darsi una risposta ragionata su “quale futuro attende il PD in Basilicata”.

